14 ottobre 2017

Tubereuse Absolue (Perris Montecarlo)

Quando Gian Luca Perris ha fatto sapere che stava componendo una fragranza alla tuberosa non vedevo l'ora di provarla: i profumi della sua linea Perris Montecarlo (sito qui) mostrano un grande amore per le materie prime e sanno metterle in risalto come pochi altri.

La sua Tubereuse Absolue è disponibile sia in Eau de Parfum che in Parfum, con due formule diverse e in qualche modo, complementari. Un'idea che mi è piaciuta tantissimo.

Nell'estratto la dominatrice incontrastata è un'assoluta crepuscolare, secca e profonda, piuttosto erbacea con una punta cuoiata e una affumicata che rendono il profumo ombroso, indomito, selvaggio, di una virilità inarrivabile (ma perfetto anche su pelle femminile! Certo, ci vuole una certa personalità…).

L'EdP esplora una lato più gioioso, immediato, aperto, più vicino a come la intendo io. La tuberosa è affiancata a note salate e muschiate che ne esaltano la dolcezza plastificata, da crema solare. Il risultato è un fiorito modernissimo, fluorescente, esilarante. Gioia e buonumore da indossare in tutte le stagioni.

Stessa nota, due aspetti complementari.
Non potevo non ringraziarlo: "GianLuca che ricchezza, addirittura due profumi!
Un anno e mezzo fa, quando decisi di voler affrontare questo fiore, sapevo solo che volevo creare qualcosa di diverso, una tuberosa insolita, che non richiamasse nulla di già esistente. Però mi sono accorto che sarebbe stato complesso perchè la tuberosa possiede due aspetti diversissimi tra loro, molto difficili da unificare. Alla fine, ho deciso di dedicarle due fragranze: una che ne esaltasse il lato prepotentemente naturale, erbaceo, primitivo e l'altra che ne omaggiasse il lato più “culturale”, ovvero la tuberosa così come l'abbiamo conosciuta e amata in cento anni di profumeria.
Entrambe, ovviamente, sono Perris fino al midollo. Ricche, vibranti, coinvolgenti.
Se io dovessi sceglierne solo una sceglierei l'edp perchè è più vicina alla mia idea sontuosa di questo fiore, ma alla fine le vorrei entrambe. L'estratto lo comprerei per regalarlo a mio marito. E poi indosserei io anche quello.

Perris Montecarlo: Tubereuse Absolue

When Gian Luca Perris said he was composing a tuberose-based new perfume I could not wait to try it: the perfumes in his Perris Monte Carlo line (website here) show a great love for raw materials and emphasize them as few others.
Like other fragrances in this brand, Tubereuse Absolue is available in both Eau de Parfum and Parfum, with two slightly different and somewhat complementary formulas.

The Parfum is dominated by a beautifully dry and profound tuberose, herbaceous, smoky, with a hint of bark. This is a shady, indomitable, wild fragrance of untamed virility (but also pleasing to feminine skin! Obviously, a strong personlity is a prerequisite...).

The EdP explores a more joyous, immediate, open side. The tuberose is coupled with a salty note that exalts its sweetness, with a plasticized, “sunscreen” side. The result is a soundly modern, fluorescent, exhilarating perfume. Good humor to wear.

Same note, two complementary aspects. 
In the end, Gian Luca has dedicated tuberose two fragrances and I cannot thank him enough!

"GianLuca what a wealth, two marvelous tuberose scents in the same launch!" I congratulated him, some months ago.
"A year and a half ago, when I decided to deal with this flower, I only knew that I wanted to create something different, an unusual tuberose, that did not recall anything already existing." He answered. 
"But I soon realized that it would be complicated because tuberose has two very different aspects, which are difficult to unify. In the end, I decided to devote two fragrances: one would exalt the predominantly natural, herbaceous, primitive side and the other that would homage the most "cultural" side, or tuberose as we have known and loved in a hundred years of perfumery."

Both, of course, are Perris up to the marrow. Rich, vibrant, engaging.
If I had to choose only one, I would choose the EdP because it is closer to my feminine, sumptuous, tuberose idea, but in the end I would like them both. I would buy the Parfum as a gift for my husband. And then I would wear that one, too.

4 ottobre 2017

Con Naomi Goodsir e Isabelle Doyen

 Entro nella stanza n.55 e vengo accolta da un ambiente completamente bianco. La moquette per terra è di uno spesso color crema, morbido e voluttuoso. Tutto il resto è bianco latte: i mobili sono stati avvolti in strati di lenzuola candide. L'idea è quella di annullare la percezione cromatica e lasciar spazio ad un'uniformità straniante. 
Naomi Goodsir voleva evocare quelle notti d'insonnia quando la mente è immersa in un rumor bianco ronzante e indefinibile, che non ti permette di afferrare i pensieri, di riconoscere le emozioni. 
Sei lì, alla deriva in una nebbia polverosa che ti ottunde il cervello, già mezzo intontito dal sonno eppure incapace di addentrarcisi, e ti sembra che non ne uscirai mai. Una cosa abbastanza disturbante.

Nella stanza, l'unico stimolo che colpisce i sensi è un forte profumo vegetale, verde, magnetico, primitivo e gentile insieme. Ci si mette un po' a capirlo, ma è tuberosa. Anzi è il nuovo profumo alla Tuberosa di Naomi Goodsir e Isabelle Doyen: “Nuit de Bakélite”.

“Naomi, dopo quattro profumi legnosi, resinosi, cuoiati … finalmente un fiore! E che fiore!”
Sono felice di aver affrontato questa prova ma... che fatica! Mi ci sono voluti più di tre anni per arrivare fin qui!

“Dopo quattro esperienze con Bertrand Duchafour, che ha firmato Iris Cendrè, Cuir Velour, Bois d'Ascese e Or du Serail, com'è stato lavorare con Isabelle Doyen?”
Isabelle e io ci conoscevamo già da prima, è stato facilissimo entrare in relazione con lei. E' una persona semplice e diretta, come me.”

“Più di tre anni per lanciare un profumo sono molti! Quando il risultato è questo direi che sono stati ben spesi però... qual'è stata la difficoltà?”
Scegliere una direzione precisa. Per un lungo periodo non avevo chiarezza su quale direzione prendere per affrontare la tuberosa. Luce o buio? Isabelle continuava a propormi bozze di una bellezza incredibile. Ne avrei almeno tre pronte per essere lanciate come profumi finiti! Ci è voluto un po' prima che la direzione emergesse, ed infine ho scelto il buio”.

Mentre Naomi mi spruzza i polsi, finalmente incontro anche Isabelle Doyen, una compositrice che ammiro molto.
Da vent'anni crea per Annick Goutal fragranze ben costruite, fini, sofisticate, con qualche eccezionale perla di rara bellezza come Duel, Mon Parfum Cheri e Sables. 
Negli ultimi dieci anni ha affiancato ai suoi lavori per Goutal collaborazioni per altri marchi e a sperimentazioni anche ardite che me l'hanno fatta scoprire veramente.
Praticamente, togliendo l'elemento Goutal dalla composizione (Annick prima e Camille poi), si riesce a intravvedere, in controluce, chi è veramente Isabelle.

Ed Isabelle Doyen è una persona squisita, uno sguardo attentissimo e vibrante, divertito, poche parole e ben precise per esprimere dei concetti anche forti. Ed in effetti, poi annusi i suoi lavori e ti accorgi che i suoi profumi sono immersi nella gentilezza e nella delicatezza, ma nascondono invariabilmente un battito primitivo, fiero, indomito che mi emoziona parecchio.

Profumi composti con pennellate sottili e sovrapposte, acquarellate, che più che evocare situazioni o ricordi suggeriscono atmosfere, sentimenti potenti ma insieme sottili e delicati, in bilico tra sorrisi e lacrime, tra il ruggito e la malinconia.



Anche Nuit de Bakélite è una fragranza di questo tipo: seppur immersa in una penombra soffusa e delicatamente tinta di viola, possiede una forza primitiva, mistica, trascendente (e mi ha ricordato The Unicorn Spell). Bello!

Meeting Naomi Goodsir and Isabelle Doyen

When I enter room n.55, I find myself in a completely white environment. 
The carpet on the ground is of a thick creamy color, soft and voluptuous. All the rest is milk white: the furniture was wrapped in sheets. 
The idea is to cancel the chromatic perception to foster a strange uniformity. Naomi Goodsir wanted to summon those nights of insomnia when the mind is immersed in a sort of white noise, where you can't grasp your thoughts properly, nor recognize your emotions; you float, immersed in a dusty mist that dulls your brain, already half asleep yet unable to fully let go. A pretty disturbing thing.
In the room, the only stimulus affecting the senses is a powerful vegetal perfume: green, magnetic, primitive and gentle together. It takes a bit to understand it, but it's tuberose. 
Indeed, it is Naomi Goodsir's new launch: Nuit de Bakélite by Isabelle Doyen.

"Naomi, after four woody, resinous, leathery scents... finally you've made a floral! And what a floral this is!"
"I'm happy with the result but... what a hard time! It took me more than three years to get here!"

"After four experiences with Bertrand Duchafour, who signed Iris Cendrè, Cuir Velour, Bois d'Ascese and Or du Serail, how was working with Isabelle Doyen like?"
"Isabelle and I knew each other since long, it was easy to work with her. She's a simple and straightforward person, like me."

"Almost four years to create a scent are many! What was the difficulty?"
"Choosing a precise direction. For a long time I was unsure about how to treat tuberose: light or dark? Isabelle continued to bring in drafts of incredible beauty. I would have at least three ready scents to launch! It took a while before the direction finally emerged, and finally I chose dark."

As Naomi sprays my wrists, I finally meet Isabelle Doyen, a composer I admire a lot.
For twenty years she composed for Annick Goutal well-built, fine, sophisticated fragrances with some exceptional pearls of rare beauty like Duel, Mon Parfum Cheri and Sables.
In the last ten years she started working also for other brands, and has released challenging experiments that have made me discover her really.
By removing the Goutal element from the composition (Annick first and Camille then), you can see, in the backlight, an exquisite person, vibrant, amused, with just a few words -and well-defined- to express strong ideas. And in fact, her perfumes are just the same way: immersed in gentleness and delicacy, but invariably hiding a primitive, proud, indomitable beat

Her fragrances are composed of thin and overlapping brushstrokes, watercolor-like, and more than evocating situations or memories suggest powerful but subtle feelings, halfway between smiles and tears, between roar and melancholy. What a complex, profound individual she must be!

Even Nuit de Bakélite is a fragrance of this kind: although immersed in a soft and gently tinted purple shade, it possesses a primitive, mystical, transcendent force that's not easy to find (and that reminded me of The Unicorn Spell).



28 settembre 2017

Nuit de Bakélite (Isabelle Doyen per Naomi Goodsir, 2017)

A me Naomi Goodsir (sito qui) piace molto. Potrebbe tirarsela, brava com'è.  E invece no. 
Lei arrossisce, quando le dici che il suo nuovo lavoro è eccezionale. E aggiunge: ”Isabelle è stata bravissima”.
Infatti per la sua ultima nata, Nuit de Bakélite, Naomi ha scelto nientemeno che Isabelle Doyen (Annick Goutal, Lez Nez).

Nuit de Bakelite è una tuberosa nature, cioè lasciata al naturale senza tutti quei siliconi, neon fluorescenti, tacchi alti e labbra lucide a cui siamo abituati.
Semplice. Come un fiore bianco e perfetto che svetta su uno stelo altissimo, vestito solo della sua verità.
Una tuberosa verde, vegetale, umida, lievemente fumosa, potentemente sensuale proprio perchè completamente nuda ed esposta allo sguardo.

Il lato più verde di questo fiore è sostenuto da un bouquet di galbano, angelica, davana, foglie di violetta e karo karounde, un accordo così bello, naturale, fresco, lussureggiante, con una personalità così spiccata che da solo varrebbe già tutta la fragranza
Da questo magnifico accordo la nota della tuberosa emerge in tutta la sua grazia grezza, come un'enorme ametista dalle incredibili sfumature viola, che rischiara il buio della notte con un bagliore iridescente sprigionato dal di dentro verso l'esterno.

La struttura portante della fragranza è costituita da iris, cuoio, storace (benzoino), tabacco, labdano e legno di guaiaco. Un insieme caldo, secco, equilibrato, che inizia ad emergere dopo un'ora dallo spruzzo, per rimanere sulla pelle per molte ore.

Né maschile né femminile, Nuit de Bakélite è una fragranza con un potere diffusivo pazzesco: è in grado di creare una bolla profumata molto estesa intorno a chi lo indossa. Una bolla traslucida che invita le persone a fare complimenti (provato personalmente).

Finora Nuit de Bakélite è la fragranza -insieme all'estratto di Perris- più vicina al vero sentore del fiore. Non ha nulla della tuberosa medicinale, plastificata, carnale, fluorescente, medicinale o ipersensuale a cui siamo stati abituati da decenni di Fracas, Criminelle, Carnal, e tutti gli altri, e mi è piaciuta proprio per questo motivo. Annusando Nuit de Bakelite diventa ovvio che ogni profumo precedente ne ha dato un'interpretazione, ma finalmente questo è un ritratto dal vero, una polaroid in 3D di questo fiore che finora, forse, nessuno aveva capito così in profondità.

Nel mio prossimo post vi racconterò il mio incontro con Isabelle e Naomi in una suite di Hotel trasformata in un'installazione artistica.


New from Naomi Goodsir: Nuit de Bakélite (Isabelle Doyen, 2017)

Nuit de Bakélite (by Isabelle Doyen), the new addition in Naomi Goodsir's already excellent line (website here),  is a “nature” tuberose, that is with no silicones, fluorescent neons, high heels and shiny lips and all the rest we are used to.

Nuit de Bakelite is simple. Linear. Like a perfect, white flower standing on a tall stem, wearing only its truth.
A green, vegetable, damp, slightly smoky fragrance, with a powerful sensuality deriving from being naked and exposed.

The green side of this flower is backed by a bouquet of galbanum, angelica, davana, violet leaves and karo karounde, a natural, green, lush accord with such a strong personality would do the fragrance alone. From this magnificent accord, tuberose emerges in all its raw grace, as a huge amethyst with incredible purple shades, brightening the dark of night with an iridescent glow emanating from the inside outward.
The support structure consists of iris, leather, styrax (benjoin), tobacco and guaiac wood. A warm, dry, balanced set that begins to emerge after an hour from spraying, to stay on the skin for many, many hours.

Neither male nor female, Nuit de Bakélite is a fragrance with a crazy diffusive power: it is able to create a huge scented bubble around those who wear it. A translucent bubble, indeed, inviting others to approach and make compliments (personally tested).

So far, Nuit de Bakélite is the only fragrance - along with the Perris extract – that respects the character of the true blossom. It has nothing to do with the plasticized, carnal, fluorescent, medicinal, or hypersexy tuberose we have been used to for decades by Fracas, Criminelle, Carnal, and all the others, and I really liked that.
Nuit de Bakélite makes obvious that everyone has always given an interpretation of this flower, while this is a portrait from real, a 3D polaroid which so far, perhaps, no one had understood so deeply.


In the next post, my meeting with Naomi and Isabelle!

20 settembre 2017

La Tuberosa è morta: viva la Tuberosa!

Io la tuberosa la amo.
Ne amo il lato sonoro, esagerato, fluorescente come un fenicottero fuxia in resina lucida a grandezza naturale. 

Ne amo la presenza teatrale, intensa, ipnotica, da Grande Seduttrice che non fa sconti né prigionieri. 

Ne amo il dandysmo estremo, la personalità eclettica.

Ne amo il gusto per la provocazione, la joie de vivre, le ore piccole, la mattina dopo.

La tuberosa è misteriosa, ribelle, selvaggia ed insieme profondamente tenera e materna
E' capace di carezzarti, abbracciarti, avvolgerti, confortarti, ma anche di stritolarti e risucchiarti l'anima.

Quando un marchio decide di cimentarsi con un profumo alla tuberosa è difficile che io mi faccia grandi aspettative, la maggior parte sono profumi anonimi che non prendono rischi: o la tuberosa non si sente quasi, o viene trattata in maniera molto convenzionale, come se se ne avesse paura. 
 Sono pochi i profumi che sono stati capaci di dire qualcosa della tuberosa in maniera originale, mantenendo inalterata la personalità di questo fiore: oltre al mio amato Fracas di Piguet, mi sono piaciuti Tubereuse e La Chasse aux Papillons dell'Artisan Parfumeur, Blu di Acampora, Amarige di Givenchy e Poison di Dior. 
Poi arrivarono Tubereuse Criminelle di Lutens e Carnal Flower di Frederic Malle, due profumi originali ed amatissimi da molte persone, che io però non riuscirei mai a portare. Mi infastidisce averli addosso perchè la mia idea di tuberosa, lì dentro, non c'è. 


Ma questo 2017 per me è stato eccezionale, tuberosamente parlando, e oggi ho ben quattro nuovi giocattoli da indossare: l'edp e l'estratto di Tubereuse Absolue di Perris Montecarlo, Nuit de Bakélite di Naomi Goodsir e Paloma y Raices di HomoElegans

Questi quattro profumi spingono l'idea della tuberosa in direzioni nuove, che mi sono piaciute da matti. 
Volete condividere con me il viaggio alla scoperta della nuova vita della tuberosa? (segue)

(La foto è presa dal sito di Naomi Goodsir)

Tuberose is dead: long live Tuberose!

I love tuberose.
I love its exaggerated, fluorescent, sound side, like a full-sized flamingo in pink resin. 
I love its theatrical, intense, hypnotic presence of Great Seductress. 
I love its extreme dandysm, the eclectic personality.
I love the taste for provocation, the joie de vivre, the small hours, the morning after.

Tuberose is mysterious, rebellious, wild and yet deeply tender, even maternal. It may caress you, hug you, wrap you up, comfort you, but also writhe you and suck your soul out.

When a brand decides to launch a tuberose scent, it is difficult for me to have great expectations: most are anonymous perfumes that don't take the risk: tuberose is hardly perceivable, or is treated in a very conventional way. 
Few fragrances have been able to say something of tuberose in an original way, while keeping unalterede the personality of this flower.
In addition to my beloved Fracas I found few other scents to honor this note in the way I like it: among them, Tubereuse and La Chasse aux Papillons by L'Artisan Parfumeur, Blu by Acampora, Givenchy's Amarige and Dior's Poison
Then came Tubereuse Criminelle by Lutens and Carnal Flower by Frederic Malle, two extraordinary scents, loved by many people, considered true perfumery masterpieces that I could never wear. I find them original, vibrant, visionary but ... deprived of my my idea of tuberose.

But 2017 is being an exceptional year, tuberose-ly speaking and now I have four brand new tuberose toys to play with: Perris' Tubereuse Absolue (edp and parfum), Nuit de Bakélite from Naomi Goodsir and Paloma y Raices from HomoElegans. 
These perfumes bring tuberose scents into new directions I love, and I can't wait to sharing them with you: will you join me in this journey? (follows)

Thanx Naomi Goodsir for the pic!


7 settembre 2017

Fleurs et Flammes - Antonio Alessandria, 2017

L'ultimo lavoro di Antonio Alessandria (sito qui), come suggerisce il nome Fleurs et Flammes, è un fuoco d'artificio di fiori. 
Sulla pelle femminile risulta già bello, ma ho l'impressione sia stato composto per omaggiare la pelle maschile. Sì, perchè questo bouquet fiorito, pur sontuoso e ricco, non di meno è sobrio, elegante, trattenuto, e sulla pelle maschile dà veramente il meglio di sé. Come se Antonio stesse cercando di dare una misura alla sua esuberanza compositiva, e nel fare questo, stesse raggiungendo un livello maggiore di astrazione
Detto così Fleurs et Flammes sembrerebbe un profumo concettuale e ”difficile”, ma non lo è: tutti i profumi di Antonio si caratterizzano per note ricche e corpose, textures soddisfacenti, quasi tattili, e questo non fa differenza. Però... Però ci sento una ricerca di quella linearità, di quella maggiore asciuttezza creativa -caratteristica rara ed affascinante- che caratterizza la famiglia degli chypre. 
Bergamotto, limone, rosa, giglio, fiori bianchi, legni, note muschiate compongono infatti uno dei pochi veri chypre moderni: luci e ombre, fuochi d'artificio e note umide e ombrose in un insieme asciutto, quasi mistico, di forte impatto. Il degno pronipote di una famiglia che era selvaggia ed affascinante come poche altre, e che oggi purtroppo viene bistrattata da profumini senz'anima, che di chypre hanno più poco. Per fortuna Antonio e pochi altri coraggiosi compositori ci danno qualcosa con cui consolarci.

Fleurs et Flammes è un'edp, e ha una durata di un paio d'ore; vi consiglio di spruzzare ed attendere un quarto d'ora perchè è dal cuore in poi che si sviluppa pienamente.

New from Antonio Alessandria: Fleurs et Flammes (2017)

Antonio Alessandria's last work, as the name suggest (Fleurs et Flammes means Flowers and Flames), is a fireworks of flowers, that bloom women's skin, but I have the impression they were made up to homage male skin. This flower bouquet, though sumptuous and rich, is no less sober, elegant, restrained, and on male skin really gives the best of itself. As if Antonio was trying to manage his compositional exuberance, and in doing so, he was reaching a higher level of abstraction. That said, Fleurs et Flammes would look like a conceptual and "difficult" perfume, but it is not: all Antonio's perfumes are characterized by rich and sophisticated notes, satisfactory textures, almost tactile, and this makes no difference. However... However I found a search for linearity, for a greater dryness, characterizing the chypre family.
Bergamot, lemon, rose, lily, white flowers, woods, musk notes make up one of the few real modern chypre: lights and shadows, fireworks and humid and shady notes in a cold, almost mystic fragrance of strong impact. Fleurs et Flammes is the great-grandson of a family fascinating like no other, now extinct, and with very few descendants.
The perfume is in EdP and lasts for a couple of hours; I advise you to spray and wait for a quarter of an hour because it is from the heart onwards that it fully develops its magic.

Pitti Immagine Fragranze 2017: che il salone abbia inizio!

Da venerdì 8 a domenica 10 settembre alla Stazione Leopolda di Firenze si svolgerà la quindicesima edizione di Pitti Immagine Fragranze, e io non vedo l'ora.  
Quest'anno il focus è sulla sostenibilità dell'industria profumiera, e vorrei riuscire a sentire almeno la conferenza di venerdì 8 su "Etica e sostenibilità nella nicchia". 
Sempre venerdì, per la rassegna RAW è previsto un talk a cura di Mane, sulle spezie.
Eppoi in serata andrò nella Chiesa di San Miniato a sentire Cristian Adjiumi e Filippo Sorcinelli che parlano di incenso.


Seguitemi qui sul blog e sulla mia pagina Facebook (cliccando qui)  per un resoconto in tempo reale di cosa sto annusando

Se volete saperne di più sull'esposizione e il suo programma, seguite questo link!





Pitti Immagine Fragranze #15!

From Friday 8th to Sunday 10th the 15th edition of Pitti Immagine Fragranze will take place at the Stazione Leopolda, and I look forward to it.  

This year's focus is on sustainability,  Friday 8th I'd like to attend the "Ethics and Susteinability in niche perfumery" conference.

In the RAW space (curated by MANE) an interesting talk on spices has been organized.
Follow me here on my blog and on my Facebook (click here)  for  real time insights and infos on what I'm smelling at the Exposition.

For deeper infos on Pitti Fragranze and the programme of scheduled events, you may follow this link!